lunedì 11 marzo 2013

Bagaholic... e non voler guarire!



Esistono delle manie, piccole dipendenze, micro esplosioni di vanità femminile, dalle quali, diciamo la verità, non intendiamo assolutamente liberarci... Tutt'altro.
Coltiviamo queste dipendenze come se fossero virtù, dedichiamo ad esse il miglior tempo e le migliori risorse (intendendo quelle di tipo economico), le esibiamo in pubblico e ...non finiamo mai di vantarcene!!!


Tra queste, a parità di merito con la passione per le scarpe e per i cosmetici, guadagna il top della classifica, la passione (ma parlerei di qualcosa di più di passione…vera e propria dipendenza!) per le borse!
La borsa è come l'amica del cuore che non hai mai avuto o se l'hai avuto, è meglio dell'amica del cuore perché non ti tradirà mai, non inventerà bugie su di te, non ti abbandonerà mai ( a meno di non essere vittime di scippo!). Nella borsa riponi i segreti più inconfessabili, alla borsa confidi le tue necessità  e la fai custode dei tuoi oggetti più preziosi. Puoi anche avere tante migliori amiche tra le tue borse, nessuna sarà gelosa dell'altra anche quando tra di loro nominerai quella che ti accompagnerà nelle grandi occasioni e quella che verrà con te soltanto in treno o in autobus..

Olivia Palermo Chloè bag


E' incredibile quanti oggetti riemergano dai periodici censimenti che effettuo sul mio "parco borse". Oggetti ormai dati per persi, oppure semplicemente in attesa di un ritrovamento che sai che prima o poi avverrà ( in genere sempre "poi" e rigorosamente nel momento in cui hai già provveduto a ricomprare l'oggetto in questione), mollette per capelli in quantità industriali (quando ormai ti eri rassegnata ad usare delle penne come fermacapelli), caramelle dal gusto reinventato, sigarette spezzate (con spargimento di tabacco in ogni recesso della tua amata), burrocacao ormai trapassato alla fase liquida per poi tornare a quella solida ma variando nel gusto e nel colore, monete da 5 centesimi appiccicose per aver assistito alla metamorfosi delle caramelle, biglietti dell'autobus timbrati, matite rigorosamente spuntate... mondi possibili e impossibili, trasformazioni chimiche e metamorfosi biologiche...il tutto in quel  laboratorio di vita femminile che è la TUA borsa!

Jacqueline Kennedy- Gucci bag


 Secondo me dovrebbero venderle con tanto di bugiardino come le medicine e con l'avvertenza, scritta in grande sul davanti della dust bag può indurre stati di eccitazione seguiti da stati depressivi con relativo numero verde per segnalare i casi più gravi. E infatti è incomparabile lo stato di grazia che si prova nel solo visualizzare l'esistenza di una nuova borsa che ci piace.. Pensi che, solo se l'avrai, la tua vita sarà degna di essere vissuta, tu ti sentirai realizzata e tutto il mondo ti guarderà come si guarda a una "che sta avanti".. 

Grace Kelly- Hermès bag

Certi pensieri ormai le donne non li fanno più pensando agli uomini, li fanno pensando alle borse!!! All'euforia segue inevitabilmente lo stato depressivo...i primi segni cominciano quando si accerta il costo della beneamata...cifre assurde che poi, chissà per quale occulto meccanismo cerebrale, finiamo per considerare sempre meno assurde…Ci convinciamo che quei prezzi sono dovuti all’alto tasso fashion dell'oggetto, alla sua...come dire glamourosità, alla scelta dei materiali...al design così esclusivo, all'immancabile tocco dello stilista che le firma, ai particolari...insomma alla fine ci sembra quasi a buon mercato anche se abbiamo calcolato che prosciugherà i prossimi tre stipendi...inevitabile la parentesi depressiva di fronte alla constatazione che saremo fashion ma indebitate fino al collo.. Ma, come diceva il poeta... il naufragar m'è dolce in questo mare.... pertanto metteremo da parte il buon senso e dopo aver preparato l'armadio ad accogliere degnamente la nuova ospite, ci vestiremo di tutto punto e con falcate sicure ci dirigeremo verso lo store di turno, ad assicurarci un altro pezzo di strameritata femminilità!
Posta un commento