venerdì 19 luglio 2013

La borsa e la vita



Uggioso pomeriggio estivo (e quest’anno possiamo dire di aver battuto ogni record). Modalità: lettino sotto l’ombrellone, pareo a mo’ di coperta e una selezione di riviste di moda piene zeppe delle previews fall/winter 2013/2014, roba che ti sembra che i saldi siano già un lontano ricordo. Mi immergo nella lettura cercando di non far caso alle avvisaglie di temporale e, tra una pagina patinata e l’altra mi viene da riflettere che mentre per i gli abiti l’hanno vinta, o quasi, i grandi brands del low cost tipo Zara, H&M e Mango, per le borse (ma anche per le scarpe) resistono i mostri sacri, ulteriormente nobilitati perché in grado di dare spessore e personalità ad ogni outfit, anche il più “risparmioso”.
L’idea che un abito è per oggi, mentre una borsa è per la vita (potrei proporre una modifica al famoso adagio) è sempre più evidente, soprattutto in tempi come questi, in cui abbiamo dovuto rispolverare le sottrazioni e tagliare le carte di credito. Il fatto è che, per quanto si voglia stare attenti a non strafare e limitarsi negli acquisti, l’oggetto di buona fattura, di qualità e di stile rimarrà sempre un rifugio irrinunciabile per il buon gusto e per la gioia di chi lo indossa. Quando si parla di oggetti, ovvero di accessori per la donna, le borse la fanno da padrona. Seguite dalle scarpe, dalle sciarpe preziose, dagli occhiali glamour e da una lista più o meno illimitata di altri oggetti ai quali ci piace dedicare tempo, attenzioni e non solo. La mia personale “evoluzione” del gusto, accantonata ma non abbandonata la fase della “griffe universale” stile Vuitton/Gucci/Prada, attraversa ora un momento molto più complesso (manco a dirlo!) ovvero quello dell’oggetto che, continuando ad essere originale, curato nei particolari e prezioso, affianca a queste caratteristiche anche altri valori quali la ricercatezza della realizzazione e, cosa ancora più gradita, “una storia da raccontare”. Sarà che è un momento in cui, oltre che scrivere storie, mi piace anche ascoltare quelle degli altri, fatto sta che in occasione dell’ultima follia fashion (il parco borse reclamava un incremento demografico), ho optato per una Zenati Bag.

Zenati, modello Venezia


Una modella di eccezione

 Puro stile italiano, qualità superlativa, design azzeccatissimo per una linea di accessori disegnata da una ragazza giovane e intraprendente, che fa borse stupende perchè ama averne di bellissime. Erica Zenati, questo il nome della giovane designer veneta, modella prima che imprenditrice, mi ha raccontato una storia fatta di ricerca di materiali e di forme che corrisponde a quell’ideale progetto che ho sempre immaginato di dover seguire se un giorno, chissà, mi fosse venuto in mente di disegnare borse. 

 
Erica Zenati con una sua creazione


   
Dalle passerelle ai backstage, passando per l’esperienza di buyer e di attenta osservatrice della clientela femminile, Erica trasmette tutto questo suo percorso ad ogni sua creazione, che poi sceglie di battezzare con i nomi delle città che ha visitato per lavoro o per piacere e che hanno lasciato qualche segno particolare nei suoi ricordi.

Ma mi sorge un dubbio, mentre, inforcate le infradito, cerco di fuggire  dalla spiaggia per evitare la tormenta: forse che quando si inizia a ricercare oggetti del genere si è ufficialmente grandi?







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