venerdì 22 febbraio 2013

When I was a dancer...




Le ballerine sono sirene nel mondo. Per metà donne, per metà farfalle.




Non camminano, si posano sul mondo. E parlano in silenzio. Raccolgono i pensieri in chignon delicatissimi.



La danza è il loro linguaggio e non ne conoscono altri, neppure quando sono ferme. La danza è un filo sottile che efebiche vestali intrecciano tra i battiti della vita. Ed è, tra le arti, quella che più avvicina al volare.
Di essere ballerine non si smette mai, anche se la sbarra è ormai lontana. Perché il cuore si lancia sempre in un rapido fouettè ogni volta che si innamora, qualunque sia la declinazione del cuore.


E l’anima si esibisce in elegantissimi arabesque ogni volta che si avvicina al sublime. È un’arte per pochi ma uno spettacolo per molti. Ce ne vorrebbe di più. Ce ne vorrebbe ancora.

Indosso le mie Repetto  e mi metto a sognare…









giovedì 21 febbraio 2013

A place... in the heart (♥♥,)



Arredare una stanza è un po’ un trasloco dal cuore. Solo se riesci a trasferire all’esterno quel mobilio che hai dentro, quella sarà la tua stanza.






 Ci sono stanze che arrediamo per anni, in fondo all’anima. 


 Ne dipingiamo le pareti di un color malva che diventa grigio in certe giornate che speri di dimenticare con i sogni. O vira verso il rosa antico, come quella sera in cui ho iniziato a diventare zia. 




 Alle pareti ci sono quadri che se li guardi diventano specchi ma se ti ci specchi non riesci a trovarti. Dal letto si vede il mare. E il sole. Anche di notte.





 E si respira odore di paradiso. Perché è Paradiso ogni volta che  finisci per  pensare  che non potrai più vivere senza quell’odore.  



 Cercherò un armadio enorme. Vi appenderò le gioie che vorrei rivivere ad ogni cambio di stagione e metterò sotto vuoto tutti gli errori e i dolori: aspetterò che passino di moda per poi finalmente liberarmene un giorno, per sempre.



 E poi vorrei tanti palloncini rossi, leggeri come piccole bolle di sapone, a cui affidare i respiri silenziosi e i sorrisi dei miei occhi. Da inviare a chi voglio io.  E un pavimento di nuvole... da indossare come ciabatte...