venerdì 1 marzo 2013

E non ci basta mai (paragrafo 2)



L’undicesimo comandamento doveva essere qualcosa del tipo: risparmia sempre.

Evidentemente l’euro era già in mente dei.
  
Parlare di “austerity” fa figo, sarà per via di quella y finale che fa lo stesso effetto di uno stiletto Louboutin sotto un abito di Berskha. A “peplo”, come si usa adesso. Anche se in tempi di austerity, le Louboutin te le sogni proprio. E cominci ad andare da Berskha con lo stesso spirito con il quale i Verdi vanno a piedi di domenica: orgogliosa ( in realtà costretta dalla crisi) di convenire finalmente che non puoi dilapidare il tuo intero salario ( perché “stipendio” non mi pare proprio il caso di chiamarlo) in devoluzioni del tutto inappropriate ad associazioni quali Vuitton, Gucci, Prada, tanto “benefiche” per tenere costantemente alto il tuo livello di serotonina, quanto “malefiche” per il tuo conto corrente. 




Ma l’economia è un mostro a sette teste e, pur di girare, come diceva la réclame (a proposito, com’è che non la danno più in tv??) inventa prodotti in grado di farti sentire ricca anche da squattrinata. Fioriscono sul web gruppi di acquisto online tipo Lets Bonus, Groupon, Groupalia, cugini dei vari Privalia, Vente Privèe, BuyVip e affini pronti a tampinare lo sprovveduto ed inconsapevole “virtual chicken” con miriadi di proposte a prezzi incredibili, in grado di far sorgere nuovi bisogni primari e di trasformare l’amore per il dettaglio in una patologica dipendenza dal superfluo. Ne so qualcosa. Di troppo.




Ma ho scoperto che esiste un modo per venirne fuori ed è efficace e low cost. Consiste semplicemente nel ….rimanere fregati!
L’antico proverbio non sbaglia mai: chi risparmia, spreca. Anche nella versione “gold” chi più spende meno spende, a seconda che lo si ragioni dai mille euro in giù o in su.
Premesso che non ho mai avuto rapporti di grande fedeltà con parrucchieri ed estetisti, soprattutto se si ostinano a far pagare una depilazione poco meno di un biglietto aereo A/R per Londra, posso dire di aver maturato una discreta esperienza nel settore “compro e spero che non sia una sòla!”. Devo dire che alcune proposte, in particolare quelle acquistate su Lets Bonus, sono di tutto rispetto. Certo mi è capitata una estetista “di primo pelo” che si ostinava a dire che se non avessi idratato meglio la mia pelle delle mie gambe, poi, quando sarei giunta alla veneranda età di quarant’anni, avrei avuto una pelle orribile. Salvo poi scoprire che mancano solo pochi mesi alla fatidica data e rischiare di affogare nella ceretta bollente per il mancamento seguente alla figuraccia..
Esperienze positive anche su Privalia, Vente Privee e Buyvip: certo conservo sempre la open toe pitonata di ASH , piede sinistro, arrivata sola soletta, senza la sua gemella destra…forse le vendono singolarmente e non me ne sono accorta..
Per fortuna ho voluto provare Groupon… da lì inizia la mia rehab, che non è assolutamente una guarigione dal morbo dello shopping, ma una riabilitazione dello shopping tradizionale, quello fatto di sospiri per quel che non puoi avere, di spedizioni mattiniere all’outlet, di ore trascorse facendo la spola tra Zara, Berskha, H&M, Pull&Bear alla ricerca del campione migliore di un medesimo modello…emozioni che non si dimenticano, ebrezze che tornano alla prima strisciata della carta di credito…


 
Grazie Groupon, che mi hai venduto un coupon da ventidue euro per andare da un parrucchiere che dista poco meno di 30 km da casa mia, per un full service (taglio, piega, colore e a scelta: mèches, shatush alla Belen) da utilizzare entro agosto.




Grazie, perché sono solo tre volte che provo a prenotare e la gentile parrucchiera mi dice che può darmi appuntamento tra un mese, e che se non prenoto subito, i mesi potrebbero diventare due!!! Grazie, perché lo fai solo tu, mentre con tutti i tuoi concorrenti al massimo ho aspettato un giorno per avere la prestazione richiesta. Grazie, perché ho provato a chiedere il rimborso e le gentilissime signorine che rispondono per te, mi hanno detto che non si emettono rimborsi per cause imputabili al cliente. Eh si, perché sicuramente è imputabile a me il fatto di dover aspettare un mese minimo e non al vostro geniale cliente che ha pensato bene di “imbottirsi” di buoni venduti e poi fregarsene di fornire un servizio adeguato!!! Grazie, infinitamente grazie, perché mi avete riportato alla realtà!!!

mercoledì 27 febbraio 2013

E non ci basta mai (paragrafo 1)



Per la serie “Vita a rubriche”.
Rubrica prima: “E non ci basta mai”.
Argomento del giorno: prodotti di bellezza.

 

Perché credo che non esista nemmeno un centimetro della pelle che non abbia ispirato la creazione di almeno un prodotto di bellezza. O di un cosmetico. Perché anche lavarsi è diventato un momento beauty. Quello dell’ingresso. Nel tempio della bellezza.


Un luogo pieno di essenze, di balsami, di bolle evanescenti e di lozioni ad un passo dal miracolo. Confezioni ammiccanti, textures sublimi, e promesse: di un mondo migliore, dove non c’è spazio per le cellule adipose, né per i rilassamenti cutanei, figuriamoci per le occhiaie...



Ogni giorno, milioni di donne, come me, raccontano a se stesse che la costanza e il prodotto giusto le traghetterà verso quell’universo che si fa più vicino ad ogni applicazione, ad ogni massaggio, a ogni impacco.
E ne sono felici. Perchè entrare in profumeria è meglio che andare dallo psicologo. E nessuno mi toglie dalla mente che in mezzo a quei profumi che si respirano, ci sia qualche sostanza psicotropa..


E non ci basta mai.


Il cassetto degli asciugamani e l’armadio delle creme. E delle lozioni. Dei bagnoschiuma. Delle saponette. In progressione geometrica. Perché di quasi ogni prodotto ricordiamo il momento in cui lo abbiamo acquistato, spesso per via del prezzo, ma mai il momento in cui lo abbiamo finito. Perché ci affezioniamo e ci dispiace separarcene. Perché hanno fatto una versione migliore, o peggio, una confezione più bella, o perché è meglio averne uno di scorta…non si sa mai…
O semplicemente perché siamo donne…dolcemente complicate…e i nostri sogni profumano di lavanda...