sabato 9 marzo 2013

Sugarbox...e ogni pacco che mi arriva è una festa!!



Un tempo c’erano le buste a sorpresa. Chi è nato negli anni 70 o in quel giro lì, di certo sa di cosa parlo. Emozioni assicurate a buon mercato. Almeno fino alla constatazione del contenuto. Figurine, soldatini, adesivi, pupazzetti, giochini da comporre, bolle di sapone. Da lì, le prime nozioni di “ars reciclandi”, la nobile capacità di rifilare, con la giusta dose di falso entusiasmo, i regali non graditi a qualcuno che reputiamo in grado di apprezzarli più di noi. In realtà immaginiamo un livello di gradimento pari almeno alla nostra soddisfazione per esserci private del doppione o dell’oggetto non gradito….
Erano comunque emozioni. In grado di tenerti buona per un intero pomeriggio, in bilico tra la sorpresa e il timore di una probabile delusione.
 Quando è arrivata la Sugarbox di Febbraio è stato un po’ come tornare all’adolescenza.


Una scatolina elegante e piena di prodotti tutti da scoprire senza averli scelti! Un po’ come andare ad uno speed date: sai che incontrerai qualcuno ma non hai la più pallida idea se possa interessarti o meno…


La sorpresa dura ben oltre l’apertura del magico cofanetto….almeno fino alla sperimentazione di tutti i prodotti!


Ho deciso di prenderne una per provare….ma sento che sarà difficile rinunciare all’abbonamento. Nella Sugarbox di febbraio ho trovato una selezione di prodotti per capelli della Milk shake, dal profumo celestiale e di consistenza ottima (li ho provati immediatamente!).




Domani tocca agli smalti della ICE, ce ne sono due di differenti colori. E poi una tesserina per scaricare 5 mp3 gratuiti…farò un giretto su iTunes..


Mi viene da pensare che spessissimo acquisto prodotti nuovi solo perché influenzata dal packaging e tralascio di provarne altri che magari hanno una grande qualità ma sono meno attraenti. Sugarbox può essere la buona occasione per incontrare lo shampoo dei sogni o la crema dei miei... bisogni!!!

giovedì 7 marzo 2013

Paola …e un tuffo nel Blu


Esiste un posto nel sassarese dove le sirene si fermano per ammirare il tramonto.
Quel posto si chiama Sorso e si affaccia sul Golfo dell’Asinara. Accadde che una di quelle sirene venne notata dai marinai per la sua singolare bellezza.

 

E fu rapita. Ma lungi dall’addolorarsi per quel rapimento, la sirena si rallegrò di poter vivere in quella terra accarezzata dal mare e baciata dal sole…
Quando guardo le creazioni di Paola Blu mi vengono in mente storie di questo tipo. Di certo, a Paola non manca nulla per essere una sirena dolcissima.

mercoledì 6 marzo 2013

Il favoloso mondo di Ami



Ami non ha bisogno di presentazioni. Però voglio parlarvi di lei lo stesso. Perché fa delle cose meravigliose e poi le mette sul suo blog eatdrinkchic, regalandoci tante dolci emozioni. 




Ami ha le mani d’oro e anche un gran cuore. “I have a love-affair with all things paper” dice di se stessa, ovvero di avere una storia d’amore con la carta.. Se date un’occhiata al suo sito, troverete idee carinissime da realizzare sia per i vostri compleanni, per le nascite, per i matrimoni o per qualsiasi momento speciale.
 
 

E' bravissima anche con l'home dècor soprattutto perchè propone cose facili da realizzare anche per le meno esperte!!


Ma anche qualcosa  sia per aggiungere quel particolare tocco chic agli oggetti della vostra quotidianità. E poi ci sono poi tantissimi Freebies, decorazioni in carta da scaricare e da stampare. Sotto ogni foto trovate puntualmente tutti i link per eventualmente acquistare...in effetti è difficile resistere...

 


Ma se vi accontentate di un regalino....nella sezione DIY + FREEBIES  potrete scegliere qualche simpatico souvenir. Io, per esempio, mi sono regalata il calendario...un po' in ritardo ma sempre graditissimo! Se lo volete basta cliccare su 



Brava Ami! Greetings from Italy!


martedì 5 marzo 2013

A woman....about women




Io penso che sia inutile. Intendo le campagne antiviolenza. Quelle sulle donne. Se continuano a parlare il linguaggio della sottomissione, esse sono totalmente inutili. Perché è in gran parte verbale l’equivoco da cui trae origine la pulsione animalesca. I mostri non sono poeti. Però puoi incontrarli anche in libreria. Io direi che bisogna proprio cambiare genere. Basta con le immagini di donne dal volto tumefatto, rannicchiate su un dolore che non conosce fine, circondate dalle ombre di un incerto destino, in angoli di vita meschini, a contatto con il muro freddo della solitudine. Perché il mostro, a vederle quelle immagini, secondo me, ci gode. Si esalta. Fanno proselitismo quelle immagini, ignobili réclame della bestialità umana. Eppure dilagano. Dappertutto. E basta anche con tutte queste immagini di donne che esibiscono i corpi nudi anche per sponsorizzare sigarette. Che si sa, di intenditori della sublime bellezza del nudo muliebre tipo Helmut Newton, ce ne sono ben pochi.
E poi ci vogliono i fatti. Quelli veri. Io ci metterei loro sui manifesti. Si, proprio loro: i mostri.
Con tanto di anagrafica e di indicazione della condanna. E alle donne, cercherei solo di ridare il sorriso, la gioia di essere. E di esistere come donne, esseri capaci di un amore superiore, custodi privilegiate del dono della vita. Madri, suore, amiche del cuore o amiche di banco, sorelle, mogli o amanti, con tutti i colori di cui sanno dipingere il mondo in ogni momento. 




Che poi si fa un gran parlare di gruppi di sostegno e inviti a denunciare gli stalkers. Provateci. Sì, provate a denunciare un molestatore. Magari uno di quelli che vi tocca subire ogni giorno sul posto di lavoro. Di quelli sposati ma chissenefrega di mia moglie, tanto lui è (si sente) figo. Di quelli che magari pretendono un bacino come saluto, prima di uscire dall’ufficio, tanto loro sono i capi e a loro non si può dire di no. Che ti convocano con mille pretesti differenti, per farsi un giro di fantasie sul tuo seno o peggio, sul tuo posteriore. Che non sono nemmeno troppo astuti da non farsi scappare un messaggio di quelli espliciti, anzi due. No, di più.
Provateci a denunciarli, magari quando queste penose anticamere sono diventate talmente pesanti da spingervi fino alle dimissioni, perché tanto lo avete capito che il mostro vi braccherà fino a quando non cederete.
Raccogliete il coraggio a quattro mani e denunciatelo.
Troverete un mondo che la pensa esattamente come lui..
Un mondo di uomini e di donne, che vi darà anche ragione, poi vi guarderà con occhi pietosi per  sentenziare: se non c’è stata molestia fisica non si può fare nulla…
Perché le donne sono marionette, vero? Provocatrici in nuce, con un credito di colpe sin dalla nascita, per il solo fatto di avere due cromosomi x. O per una gonna. Che a noi sembra alla moda. A lui sembra un invito. Oppure per quel rossetto. Che a noi ricorda Picasso. A lui qualche pornostar.

A me sembra che questa società parli e basta. E che tutto questo parlare non faccia altro che rimarcare l’esistenza di una disparità di genere, quella stessa che, teoricamente, vorrebbe abbattere.
Pensare che quei mostri sono pur sempre progenie di una donna…ma si continua ad insegnare alle donne a difendersi, ma non agli uomini a rispettare le donne.

E per fortuna, i principi esistono ancora.