lunedì 22 aprile 2013

Quando la vita decide per te



Erano anni che non vedevo l’arcobaleno. Oggi è accaduto. E non me lo sarei mai aspettato in un giorno così. Uno di quei giorni in cui ti senti strana, ma la stranezza peggiore è non saper dare un nome a quello stato d’animo, sospeso tra un senso di ansia impotente e lo sforzo di arginare una pesante, muta consapevolezza che qualcosa di spiacevole sta per accadere. Osservavo il cielo stamane. Era gonfio, pieno di ansia. Le nuvole gli impedivano di respirare. Ha trattenuto finché ha potuto, poi è stata tempesta. E tu, Tonino, te ne sei salito in cielo proprio allora, lasciando che quella pioggia di dolore scendesse su quanti ti hanno amato e voluto bene. Te ne sei andato nel modo che più era il tuo: discreto, timido, silenzioso, sempre con il timore di infastidire gli altri. Chiedersi il perché non ha mai senso in questi frangenti, eppure è la sola domanda che, se risposta, aiuterebbe a dare un senso allo sgomento che si impadronisce di noi quando ci sentiamo persi. Come ora. Che ci accorgiamo di quanto ci mancherai tu, il tuo amore e il tuo essere semplicemente te stesso, accanto alla tua famiglia e alle persone che hai saputo solo amare. E il privilegio di averti incontrato si farà eco di un dolore che non ci abbandonerà presto. Anche se ti sapremo in una vita migliore….
Sembrava dipinto quell’arcobaleno, oggi. Ho pensato che fosse la tua scala per salire al cielo. Oppure che appena arrivato lassù, tu ti sia messo all’opera e, finalmente libero dal fardello della malattia, tu abbia ripreso a giocare con i colori, seguendo tutte le strade che l’anima vorrà indicarti. O forse per indicarla a noi una strada. Quella per saperti sempre, ancora, qui con noi….


22 aprile 2013