martedì 28 maggio 2013

El consejo de la mujer es poco, y quien no le toma es loco.



Credo, anzi ne sono certa, di essere vittima di un sortilegio. Ma una vittima consenziente, di quelle che non si lamentano della propria condizione. Vi spiego. Era la notte di San Silvestro. Forse di 8 anni fa. O di qualcuno in più. E l’ospite speciale di una serata di festa in famiglia che sarebbe trascorsa tra giochi di carte e “spiluccamenti” di panettoni e pandori, era la” nonna Clarita”. Spiegare il legame di parentela che mi lega a questa donna equivale un po’ a illustrare il triangolo di Tartaglia…e non so se siete dell’umore adatto…Vi basti sapere che “nonna Clarita” è una donna che ricordo sempre con molta simpatia e ammirazione per i suoi modi gioviali e per quella sua parlata musicale ma soprattutto per lo speciale entusiasmo grazie al quale, nonostante la sua bella età, aveva viaggiato dalla Bolivia all’Italia per trascorrere un Natale speciale con suo figlio e la sua “famiglia italiana”.
 

Raccontava la nonna Clarita. Anche quando non parlava, i suoi occhi raccontavano. Di una terra lontana, di una vita complessa, di un grande amore per la famiglia e di tanta forza per andare avanti.  Sempre e comunque. E parlava di aneddoti. Di curiosità. Di gesti da tramandare. Come testimoni di una serata speciale. O di un incontro. Con una persona non comune. Sul far della mezzanotte nonna Clarita inscenò una partenza, con tanto di finta valigia. Raccontava di un’antica usanza della sua terra, secondo la quale era di buon auspicio concludere l’anno con un viaggio immaginario, condotto con una valigia piena delle migliori speranze e dei propositi più importanti. Uscì proprio di casa, per fare un breve giro del quartiere e  a rientro raccontò di quanto questa tradizione fosse sentita nel suo paese, tanto che le era quasi parso strano di non aver incontrato nessuno! Poi tirò fuori un dollaro e me lo consegnò con fare risoluto dicendomi che quella banconota era il mio biglietto per il mondo e che, una volta ricevuta, mi avrebbe accompagnato in tanti posti diversi. Grazie nonna Clarita! A distanza di anni posso dire che quel dollaro, oltre ad essere stato un biglietto di viaggio per tante mete diverse, è stato e continua ad essere un ticket senza frontiere per l’anima, impegnata ogni giorno in un viaggio diverso e sempre stimolante in questo mio percorso di vita che vuol conoscere tante partenze e pochi approdi. Perchè non è detto che si debba sempre, per forza, arrivare. Io sono di quelle che preferiscono godersi il percorso al punto tale che la meta diventa una tappa. Preferisco che l’entusiasmo accompagni il quotidiano e non solo alcune date memorabili. Perché di questa vita voglio celebrare ogni giorno e ogni momento possibile. Perché non vivo solo per le “occasioni speciali” ma per trasformare in speciale ogni momento.
Oggi, ad esempio, ho voglia di Spagna. Di Barcellona sul calar del sole. Di perdermi nei suoi vicoletti disordinati, con le finestre spalancate e i panni appesi alle corde. Di osservare donne sorridenti che non si preoccupano di preparare la cena  ma ascoltano musica da radio stonate e danzano muovendo le spalle, sedute su minuscoli sgabelli da balcone. Donne che amano l’amore. Ho voglia di Mejillones. Che poi sono le cozze. Solo che sono enormi e hanno un gusto completamente differente. E ne puoi diventare golosa.

 

 Mi manca il folklore di certe salumerie, dimore di Jamon gustosissimi, che sul far della sera si trasformano in paradisi dell’aperitivo. E ci incontri il finto universitario, la casalinga con le amiche o l’impiegato dell’ambasciata, con tanto di  cravatta allentata e polsino sbottonato, che si rilassa, con il suo miglior sorriso dopo la giornata rigorosamente “regimental”. Ho voglia di serate che sono la vera alba del giorno, quando inizi a vivere veramente e ti senti che se sei allegro il mondo è tutta un’opportunità. Ho voglia di parlate musicali, che ad immaginarle serie perdi solo tempo. E mi piacerebbe perdermi nel Parc Guell di notte, tanto per dare una degna conclusione a certe fiabe che mi porto ancora dentro, dove il principe ad un certo punto è sparito e il castello e rimasto con l’impianto della luce da ultimare…


 

E poi vorrei noleggiare un’auto, gialla al punto giusto, un modello di altri tempi, e guidare su autostrade così deserte che ti chiedi che cavolo le abbiano costruite a fare. E incrociare tori disegnati sulle sponde dei pick up o posti sulle colline a mo’ di vedette. E viaggiare tutta la notte sotto la luce delle stelle con la voce di Marc Knopfler nelle orecchie. E arrivare la mattina presto davanti ai cancelli della Boquerìa, il mercato, giusto in tempo per ammirare il quotidiano miracolo dell’allestimento di questo posto meraviglioso e immergermi tra sapori, profumi, fantasie e colori gustando frappè di frutti esotici innominabili!






La spesa al mercato!

Anche un giretto alla Sagrada me lo rifarei, fin su ad ammirare le colombe finte di Gaudì, chè forse loro lo sanno se da qualche parte si cela Penelope, che dopo le tele, è passata alle costruzioni…. 


Sagrada Familia

Sagrada Familia

Ah Barcellona mia quanto mi manchi! Sfregherò il dollaro fino a consumarlo perché tiri fuori i suoi potenti effluvi magici per poter esser presto lì da te!
  Porquè.... Il consiglio di una donna può valer poco, ma chi non lo segue è pazzo! 
....al buen entendedor, pocas palabras bastan.