venerdì 24 ottobre 2014

#100happydays ....mission impossible! (For me)

Era il 5 giugno e lanciavo da questo blog la sfida ad essere felici per 100 giorni di seguito a colpi di scatti fotografici. La sfida era chiaramente rivolta anche a me, ed ho manifestato sin da subito la mia perplessità in merito alla riuscita di questo contest. L'ho comunque intrapresa e, giuro, mi ci sono impegnata il più possibile, soprattutto a crederci, ad essere costante e a sforzarmi di vedere il bicchiere mezzo pieno. Eppure, malgrado tutto questo, non ce l'ho fatta:(

Alcuni dei momenti di trascurabile felicità

Ho voluto indagare le cause di questo fallimento, se così vogliamo chiamarlo. E forse l'obiettivo mi sembra meno mancato ora che una mia spiegazione, se non proprio una giustificazione, me la sono data.
La difficoltà non sta tanto nei 100 giorni, che comunque sono tanti. Sta  piuttosto in quel "di seguito"(in a row, come dicono loro). Ho iniziato a scattare  i miei #shootofhappiness ai primi di giugno, quando il sole rende tutto più bello e trovare le occasioni e i momenti per gioire è più facile che in inverno. Quindi avevo pure il bonus....
100% Happiness
Scattavo e poi postavo su Instagram e accompagnavo il tutto con una didascalia e con i dovuti Hastag. Ecco che scattavano i like e mi sentivo motivata a trovare il prossimo momento da immortalare. Ma poi mi ritrovavo inevitabilmente ad interrogarmi sulla relatività di quel momento che classificavo come " momento di felicità". Nel senso: si può essere felici per un paio di scarpe nuove?  Forse si. Ma è la stessa felicità che provo nell'osservare i progressi di mio nipote? Beh no, non penso proprio. Oppure: si può chiamare "felicità" il momento in cui si gusta il proprio gelato preferito? Oppure il pomeriggio al mare piuttosto che al lavoro?
Felicità "femminili"

Non voglio complicare il pane, come faccio di solito. L'iniziativa ha lo scopo di "diffondere felicità" e farci riflettere sul fatto che, se troviamo un attimo di tempo per fotografare alcuni momenti di "grazia" nel nostro quotidiano, svilupperemo una naturale attitudine ad apprezzare meglio tutto e tutti e questo sarà sicuramente un bene.


felicità o fame?
A me però accadeva di essere assalita da una strana "ansia da scatto", per cui certe sere, all'avvicinarsi della mezzanotte, mi ritrovavo a dover a tutti i costi trovare qualcosa per cui essere felice e da immortalare, per non venire meno al "in a row"!!!
Oppure scattavo, postavo, e poi accadeva qualcosa che mi procurava un momento di felicità meno trascurabile e allora, inevitabilmente conservavo lo scatto per i giorni di "magra". E non vale.
Golosa o felice???
Inevitabilmente ho abbandonato la costanza iniziale. Sono arrivata a circa 70 giorni, traguardo per me inimmaginabile all'inizio, poi ha preso il sopravvento la parte razionale (che per me, per dirla con aristostele, è sempre "destruens") e ho preferito abbandonare l'iniziativa, per lo meno la sua quotidianità, limitandomi ad associare l'hastag ai momenti che reputavo di "Happiness random" per la serie "quando arriva arriva" senza l'assillo del "di seguito".
Sono riconoscente all'iniziativa perché sulla scrivania del mio cuore (e della mia mente) ora appare un bellissimo post it che non posso fare a meno di guardare ogni giorno e sul quale campeggia la frase "Ricordati di essere felice" e ogni volta che lo guardo penso che, come diceva una persona per me speciale, "non esistono problemi ma soluzioni".
E allora penso che forse questo contest l'ho vinto anche io.


All photos are by me

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