mercoledì 2 dicembre 2015

Waiting for Santa!



Sperando che almeno la wishlist natalizia non sia tra gli argomenti di polemica di questo Natale così temuto nelle aule scolastiche, eccomi pronta a sintonizzarmi su TELE-SOGNI (che dal 26 dicembre si trasforma in "te le sogni")l'emittente sempre attiva nel mio cervello alla divisione "speranze e desideri".
Quest'anno non solo ho fatto la brava, a tratti lo sono stata talmente tanto da rasentare la "fessitudine" quindi è il caso di premiarsi per bene, pensando al benessere, ai viaggi, alla comodità e, immancabilmente, alla moda! Inizia il conto alla rovescia e, naturalmente, Buone Feste a tutti!


waiting for Santa

waiting for Santa di alidangela.com

lunedì 19 ottobre 2015

Intorno ad un gilet di pelliccia nero

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Gilet di pelliccia sì o gilet in pelliccia no? L'eterno dilemma lo risolvi solo cancellando dalla tua mente l'immagine di tua madre in pelliccia alla cresima di tuo fratello, in una fredda mattina di gennaio di circa.... 25 anni fa!
Urge "sdoganare". Fatto questo, acquistate un gilet di pelliccia (sintetica ovviamente) e sbizzarritevi ad accostarlo quasi fosse una giacca di pelle o di jeans, un passe-partout insomma e vi accorgerete che è un capo comodo, fashion e di grandissimo impatto. Oggi poi è proprio la giornata ideale per iniziare a sfoggiarlo.Vi propongo questo ootd di facile realizzazione con capi che sicuramente avete già nell'armadio. Un black total look adatto a tutte a patto di personalizzarlo con una manicure in un bel rosso deciso e con un make up a tinte vivaci. Buon gilet a tutte!



intorno ad un gilet di pelliccia nero

total look nero con gilet di pelliccia





sabato 10 ottobre 2015

Midnight siren by Kiko e i pomeriggi di pioggia...

Lo shopping compulsivo deve essere stato inventato in qualche pomeriggio di pioggia, ne sono certa ormai. In quei giorni in cui metti a posto i cassetti, cancelli le mail inutili, sistemi la Photo gallery di iPhone. Poi esci, vai al centro commerciale e Mister Compulsivo ti aspetta lì, pronto a travolgerti!


La collezione MIDNIGHT SIREN by KIKO


Oggetto del bottino odierno: la nuova collezione Midnight Siren di Kiko, esattamente ciò di cui si ha bisogno per rischiarare una giornata di pioggia perenne. La collezione si presenta accattivante sin dal packaging, i pack richiamano la luce delle perle di Tahiti. 






Sia l'Highligther che l'illuminating bronzer si presentano con confezioni sferiche innovative, sembrano scrigni che nascondono segreti di bellezza. Personalmente ho scelto l'Eyebrow and Highligter pencil, ovvero l'innovativa matita per sopracciglia corredata di illuminante per arcata sopracciliare,  augurandomi che ripensino all'idea di farlo solo in edizione limitata.






Ho aggiunto un Eyeliner "Dark tide" e uno stupendo kabuki con custodia, il "Face brush"dalle setole morbidissime.
Poiché è in corso una promo, acquistando tre prodotti della linea ho potuto scegliere un Matte muse, ovvero un rossetto liquido matt: ho optato per la nuance 02 Embellished Peony....AMAZING!

Approfittate anche voi della pioggia prevista per domani....:)



giovedì 1 ottobre 2015

Maybelline: 100 anni in bellezza!

Il cambio di stagione è sempre un valido motivo per dare una rinfrescata al beauty, oltre che un ottimo pretesto per provare le novità che immancabilmente ci ammiccano dalle riviste e in profumeria. Settembre è inoltre il mese della Fashion week milanese, appuntamento irrinunciabile per scovare tendenze e sperimentare nuovi stili. Un ottimo suggerimento in fatto di make up viene proprio dalle passerelle milanesi, dove, accanto a make up dal sapore “tribale”, due trend in particolare hanno prevalso: la tendenza Big Lashes e il mood No make up. Ciglia dalla lunghezza estrema e colorito naturale sono dunque i due imperativi per il make up di sicuro effetto della stagione fredda.
Lo sa bene Maybelline NY che ha festeggiato il suo centenario truccando moltissime modelle della fashion week con effetti da riprodurre comodamente a casa propria, a patto di procurarsi i giusti prodotti. 


Ma ditemi un po', cosa vi aspettate dal vostro prossimo fondotinta? Io ero alla ricerca di una consistenza nuova, che fosse leggera ma al tempo stesso coprente, che avesse un buon profumo e si stendesse bene sia con le dita che con il pennello o la spugnetta.



Quando ho provato Dream Satin Fluid, l’ultimo fondotinta di casa Maybelline, ho notato una copertura eccellente ma non invadente, un prodotto dalla formula estremamente gradevole sulla pelle e un finish spettacolare. E’ come una mousse fluida che si fonde con la pelle, donandole un tocco bonne mine davvero unico! Dire che ha soddisfatto le mie aspettative è davvero poco, visto che è andato ben oltre!




Quanto alla tendenza big Lashes, Maybelline si conferma leader indiscussa: se amate quell’effetto doll eyes , se vi piacciono i mascara effetto ciglia finte del tipo che basta aggiungere una linea di eyeliner ed essere davvero perfette, allora l’ultimo della collezione mascara Maybelline Ciglia sensazionali deve essere vostro. Il pennello moltiplica ciglia azzera il problema grumi e regala occhi come ventagli! 


Aver imparato a mettere l’eye liner è stato una conquista impareggiabile, anche perché l’accoppiata mascara- eyeliner regala davvero un trucco completo e raffinato. Master Ink, l’ultimo arrivato in casa Maybelline in tema di eyeliner  si declina nei due finish satinato e opaco, e ha un applicatore che non scoraggia le meno esperte e premia le campionesse di stesura eyeliner!
Io li ho provati tutti e tre!

Lunga vita a Maybelline. E voi…pronte a rinnovare il beauty?



*Post in collaborazione con BloggerItalia



All photos are by alidangela





MAYBELLINE #MAKEITHAPPEN

mercoledì 26 agosto 2015

Leggere ti fa bella (anche la chioma)


Vi ho lasciati con un post sui capelli e vi riprendo con un post dedicato ai capelli.
Di certo avranno un’aria sofferta, sbiadita, anche perché se così non fosse, vorrebbe dire che non sono andati in vacanza. Certo, siamo stati tutti attenti ad usare i prodotti giusti e ad essere generosi con maschere e olio da esposizione, però, si sa, a settembre un appuntamento con il parrucchiere è una delle prime voci da annotare in agenda. 
Allora voglio segnalare un’iniziativa che mi sembra davvero originale e di buon gusto: nei saloni che usano i prodotti Davines, quelli che aderiscono all’iniziativa Davines Sustainable Beauty Partner, dal 7 all’11 settembre prossimi, portando in salone un libro da donare, si avrà uno sconto di € 15,00 sul trattamento colore oppure sull’acquisto di due prodotti Davines.

Photo by www.davines.com
Basta andare sul sito di Davines e scaricare il coupon dell'iniziativa, da presentare poi al salone di zona.
Sono prodotti “miracolosi”, posso testimoniarlo, ne ho usati alcuni e mi sono trovata benissimo, oltre ad aver davvero resuscitato la mia chioma. In particolare ho provato la linea “Oi” specifica per capelli colorati. Tra lo shampoo, la maschera e il divino “All in one milk” non saprei proprio quale preferire sia per consistenza, che per effetto. Il profumo poi è paradisiaco!
Se non li avete provati ancora, questa è l’occasione giusta. Sono tutti prodotti “made in Italy”, creazioni della famiglia Bollati e ispirati da una filosofia di grande attenzione alla bellezza e all’ambiente.

La domanda che mi sorge è questa: ma i libri donati, dove andranno a finire?





martedì 28 luglio 2015

D'estate #liberalatuaforza con Garnier!

D’estate ci vuol poco a trovare qualcosa che liberi la nostra forza: una giornata in spiaggia tra tuffi e bagni di sole, una corsa in moto, una passeggiata sotto le stelle, una corsa serale in riva al mare, un falò sulla spiaggia con gli amici di sempre.
Personalmente adoro le giornate che includono tutti questi momenti da dedicare a me stessa ma anche agli affetti, da alternare a giornate che liberano la mia forza interiore, magari con la lettura di un buon libro al fresco della palma! E nel tuo caso, cos'è che #liberalatuaforza?
Poi quest’inverno, quando guarderemo le foto di quei momenti spensierati, il nostro sguardo impietoso si soffermerà sulle nostre chiome sbiadite dal sole e seccate dalla salsedine e immancabilmente ci assalirà il cruccio di non aver usato i giusti prodotti per i nostri capelli! Allora non perdiamo tempo e non avremo rimpianti: la soluzione è la nuova linea di prodotti per capelli della Garnier Fructis “Rigenera forza”.

Photo by www.liberalatuaforza.it

Dopo averla provata, devo dire che finalmente ho trovato una linea davvero completa: shampoo, balsamo, maschera e, novità assoluta, il trattamento rigenerante in lozione, con il 5% di Stemoxydine, molecola stimolante del naturale rinnovamento capillare, perfetto da usare anche con il cuoio capelluto asciutto.
Provandoli ci si  accorge immediatamente della differenza: prodotti cremosi e dalla piacevolissima consistenza, con un inconfondibile profumo grintoso e vitalizzante, che non appesantiscono il capello e lo nutrono in profondità lasciandolo morbido e setoso, perfetto per i momenti top dell’estate e per i vostri immancabili scatti!
Ma attenzione a non dimenticarli sotto la doccia: la nuova formulazione della linea rigenera forza è ideale anche per lui, che non esiterà a voler replicare le prove del prodotto, soprattutto quando vedrà l’effetto sulla sua chioma!
Se poi le mie parole non vi avessero sufficientemente convinto, sono certa che il video versione “sliding doors” che la Garnier ha creato per l’evento, vi toglierà ogni dubbio. Questa è la versione per Lei, ma sul sito trovate anche quella per lui. Divertentissimi, soprattutto se mentre li guardate, premete il tasto F.





Buone vacanze!

*post scritto in collaborazione con Bloggeritalia




FRUCTIS LIBERA LA TUA FORZA

lunedì 13 luglio 2015

Menarini: 100 anni e non sentirli.


Quest’estate, qualora una delle vostre tappe estive dovesse essere Firenze, ma ne conoscete già le bellezze salienti, vi consiglio di dare uno sguardo ad alcune iniziative messe in campo dalla nota azienda farmaceutica Menarini, in occasione del 100 anni di attività. Le trovate descritte nel loro interessante blog.
www.menariniblog.it
Ad esempio, Palazzo Vecchio, in particolare la maestosa sala dei Cinquecento, ha ospitato la cerimonia degli Awards Menarini 2015, durante la quale sono stati premiati i migliori informatori medico scientifici.
Presso il cortile delle Colonne, sempre a Palazzo Vecchio, è stata invece allestita la mostra che ripercorre il centenario di attività attraverso le immagini dei laboratori, delle attrezzature, delle divise da laboratorio. Nella favolosa cornice della città d’arte dantesca, scelta da Archimede Menarini come base di partenza per lo storico gruppo, l’omonimo gruppo ha dunque festeggiato un compleanno all’insegna della cultura, dell’arte ma soprattutto dello sport, un valore, quest’ultimo, che l’azienda celebra da anni attraverso contributi di eccezionale valore umano prestati ad iniziative quali il sostegno ormai decennale al gruppo delle Volpi rosse, agguerritissima squadra di giocatori di basket in carrozzina, oltre alla presentazione del XIX Premio Internazionale Fair Play, che si è fregiato della presenza di nomi quali Giancarlo Antognoni, Eric Abidal, Gabriel Omar Batistuta e Derek Redmond, solo per citarne alcuni.

www.menariniblog.it

Carlton Myers e Predrag “Saša” Danilović, ospiti d’eccezione del decimo compleanno delle Volpi Rosse, indossata la maglia della squadra, sono scesi in campo mescolandosi ai giocatori in carrozzina, pronti a giocare ma anche a condividere le difficoltà del gioco oltre che le soddisfazioni.


www.menariniblog.it
Attraverso queste iniziative il gruppo ha inteso dare impulso alla propria mission aziendale legandola saldamente allo sport e sostenendo incisivamente la volontà di trasferire al gruppo i valori della sana competizione, del fair play, del rispetto e dell’impegno premiante aprendone al contempo la condivisione a chiunque si ritrovasse in questi valori.
Cento anni sono traguardi a cui si arriva solo con sano allenamento e spirito di squadra: felicitazioni Menarini!



* Post in collaborazione con Blogger Italia




MENARINI BLOG

mercoledì 24 giugno 2015

Avete letto la "La crisalide nel fango"?


"La crisalide nel fango", il romanzo di esordio di Matteo Viviani, edito da Mondadori, è uno di quei libri dai quali bisogna allontanarsi per un po’, dopo averlo letto.
La tentazione di recensirlo “a caldo” è forte almeno quanto il rischio di perdersi la parte migliore ovvero quella che inizia a prendere vita nel lettore nel momento in cui l’autore ha terminato il suo compito e la scrittura inizia il suo percorso autonomo, prende corpo lentamente, si declina secondo quella cifra tutta particolare che è la sua vera essenza. Quello  è il momento in cui la scrittura smette di raccontare semplicemente, per farsi storia, messaggera di vissuti, di emozioni e di pensieri. 

"La crisalide nel fango" Matteo Viviani Mondadori


Le vicende individuali di Alessandro e Raffaele e il loro successivo confluire intorno alla figura di Sonia, sono scandite da una scrittura concitata, distribuita su un periodare scarno, a tratti nevrotico, quasi urgente come urgenti appaiono gli stati d’animo dei due protagonisti. Una scrittura che conosce momentanei appagamenti solo all’altezza delle figure femminili di Sonia e di sua madre Stella, per poi riprendere allucinata, confusionaria, a tratti rude, violenta, pulp quanto basta per alimentare la voglia di andare avanti senza staccarsi.
Nel loro procedere in modalità parallela, le vicende di Alessandro e Raffaele appaiono intrise di tutti quegli elementi che, in una ideale gerarchia di valori e di stili di vita, porterebbero il segno “meno” davanti: sedicente scrittore in perenne ricerca di ispirazione il primo, monotono dipendente comunale il secondo, entrambi impegnati in una dolorosa tensione verso la “svolta” di vita alla quale lavorano però con lo stesso bagaglio di disvalori che esibiscono nelle reciproche personalità. Mentre la droga, l’alcool e il sesso facile sono le costanti della vita di Alessandro, le ossessioni numeriche e il sesso solitario scandiscono quella di Raffaele e nel susseguirsi dei loro tentativi quotidiani di elevare a normalità dei vissuti che di normale hanno ben poco, si consuma il leitmotiv del romanzo stesso che si rivela una grande riflessione sul relativismo delle esistenze.
Vite reali e vite possibili si intrecciano in uno “sliding doors” in versione noir, per dar luogo ad una palude, di “fango” appunto, rispetto alla quale la giovane Sonia, pur nel tentativo di rappresentare la via di fuga, rimane intrappolata con le sue delicate ali di farfalla, troppo debole per innestare il suo messaggio salvifico nelle vite degli uomini che sfiora.
Un caleidoscopio di possibilità rese ancora più numerose perché affidate alla fantasia di una mente turbata che spera di trovare in esse la chiave risolutiva della propria esistenza, immaginandosi diversa da se stessa e offrendosi di percorrere fino in fondo almeno due dei mondi paralleli immaginati, salvo poi sperimentare il fallimento anche di essi.

"La crisalide nel fango" Matteo Viviani Mondadori


Ho creato dei personaggi, poi essi hanno iniziato a far cose, a vivere da soli”- risponde così Matteo Viviani, l’autore, raggiunto telefonicamente, alla mia curiosità circa la genesi di una trama così densa di contenuti interiori complessi e oscuri, che approda ad un finale di quelli che illuminano improvvisamente tutti quei punti oscuri che si erano  accumulati durante la lettura.
Interessante la sua volontà di esordire con un romanzo crudo e realista, che riserva alla fantasia pochi margini di emancipazione dalla realtà “perché la vita vera è fatta soprattutto di queste cose, non di personaggi che vivono vicende tranquille e si innamorano” dice Matteo, alludendo alla sofisticata trama di vite che imbastisce sul romanzo, influenzata anche dalle esperienze vissute in qualità di inviato per la trasmissione “Le Iene”.
Ora aspettiamo il film, perché “La crisalide nel fango” è uno di quei libri che, mentre lo leggi, lo immagini, e poi scopri che l’autore è anche un pittore.


“Post realizzato in collaborazione con BloggerItalia”


All photos are by me




LA CRISALIDE NEL FANGO

sabato 16 maggio 2015

Nel tempo libero.... inventatevi un'App!





Quante volte, usando Facebook o Twitter avete pensato: “Cavoli, avrei potuto inventarlo io sto coso!” e mentre siete lì a darvi dell’imbecille per aver sempre pensato di realizzare l’impossibile o l’impensabile e mai il semplice, l’intuitivo, l’immediato, lo scontato, vi date da fare (mentalmente) per inventare un nuovo social di successo? Niente da fare… non è prerogativa per gli italiani. Noi siamo quelli del genio nella moda, nella cucina e nell’architettura. Dateci da inventare un menu per Obama e lo lasceremo a bocca aperta, dateci da confezionare un abito per Madonna e ne faremo la regina del Red Carpet… Le app non sono, non ancora, il nostro forte: quelle nascono nelle buie cantine polverose di qualche quindicenne brufoloso della provincia dell’Arkansas, con la canotta dei Lakers, oppure nelle periferie mentali di qualche adolescente incompreso, con gli occhialetti da nerd, che all’improvviso tira fuori dal cassetto il grafico della formula dei “soldi facili” e fa schizzare gli indici di Wall Street peggio di una Ferrari a Maranello.
Però,dai, confessiamolo: ma chi non ha mai pensato almeno una volta, di poter inventare un’App? Beh, lo dico in anteprima: sto elaborando una versione 2.0 del Portobello di Corrado, per aspiranti inventori di App. E per favore, Carlo Conti stia al suo posto!
Questo è il momento di Periscope e se non sapete cos’è, informatevi. Fino a qualche anno fa quando si parlava di politica sul treno oppure in classe, facevi la figura dell’idiota se non ti ricordavi i nomi delle principali cariche dello Stato e non sapevi individuare le testate giornalistiche abbinate ai principali partiti. ‘Na vergogna! Ora che il problema non si pone più, dal momento che non esiste più nulla di sensato per cui penarsi a livello politico, bisogna essere preparati sulle App, e in particolare su quelle “ di nicchia”, che presuppongano una certa “ricerca”. Insomma Facebook, Instagram e Twitter ormai sono l’ABC, se uno vuol darsi un tono, come minimo deve trascorrere 3/4 della giornata su Periscope o su Dubsmash. Se bazzicate su Merkaat equivale a fare il Master.












C’è però un aspetto che più di tutti mi appassiona del fenomeno “social”: siamo la generazione che invoca il Garante per la privacy anche quando qualcuno si avvicina un po’ troppo mentre siamo in fila dal salumiere, come è possibile che non ci facciamo nessun problema a scattarci selfie oppure a vivere in “live streaming” anche il momento (pessimo) del risveglio con gli occhi “a panda”,il pigiama patchwork confezionato abbinando l’ex tuta di papà con la maglietta tempestata di spot, omaggio del Giro d’Italia, e i capelli peggio della Bertè quando sta di vena buona???
Non trovate assurdamente interessante che moltissime persone  che si affannano a dichiararsi “riservate” e timide nelle biografie stringate di un social poi vivano stile Jim Carey in “The Truman Show” trasformando le loro esistenze in un perenne set per réclame di ogni genere?
La chiave di lettura è “condividere”: secoli di storia del Cristianesimo non hanno insegnato nulla sul valore della condivisione, rispetto a quello che stanno facendo i social.
Sorridi e condividi, mangia e condividi (virtualmente),compra le scarpe e condividi, va in palestra e condividi, anzi stracondividi… fin qua ci eravamo quasi abituati e come si dice “ ci stavamo adattando un po’ tutti”.





Periscope, consociata di Twitter, eleva alla potenza massima consentita l’attitudine alla condivisione: cosicchè diventa condivisibile la lezione di latino con la prof che, ignara di essere in live streaming, si sofferma sul “cum e congiuntivo” regalando le migliori perle dei suoi anni accademici a platee pervase solo da spirito goliardico, oppure ci si può sintonizzare sul canale del difensore del figlio della mamma di Baltimora che imbastisce un discorso con il muro della sua stanza, sui temi della violenza e del razzismo mentre cuoricini di ogni colore volano via come bolle di sapone e fioccano commenti sullo schermo….qualcuno vuol far vedere quanto è bello il mare del Salento a maggio, durante la settimana lavorativa e il pubblico gli chiede se sia disoccupato oppure se abbia vinto al gratta e vinci…Le ragazzine brufolose cercano di “acchiappare” aprendo il live streaming mentre si sparano pose soft buttando i capelli tutti da un lato e gonfiando le labbra a canotto o fumando una sigaretta…Una volta si diceva “ la vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a pensare come viverla”… no, non ci siamo proprio “ La vita è quel che ti succede mentre passi da Facebook a Twitter e da Instragram a Periscope”. Aggiungerei: per molti, ma non per tutti!


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lunedì 9 marzo 2015

Compagne di merenda (virtuali)

L'amico immaginario non era ben visto quando ero bambina. Gli esperti lo classificavano come una sorta di "alter ego", un correlativo oggettivo di una personalità che faticava a trovare la strada giusta. La maggior parte dei genitori lo temevano, ma poi i dottori rassicuravano: si tratta di una fase...
A volte mi accorgo che di amici immaginari ne ho diversi. Immaginari nel senso che li conosco solo "virtualmente" attraverso i loro blog, i profili Facebook, o Instagram, oppure attraverso i loro canali su Youtube. Amicizie che si nutrono di like, di scambi di commenti su foto, di condivisione di interessi o di punti di vista, di immagini, forse tanto più vere  in quanto disinteressate, tanto più illusorie in quanto capaci solo di compiacersi. Le amicizie virtuali sono comunque un fenomeno interessante, che pertiene quella parte della nostra vita, anch'essa "virtuale" alla quale affidiamo comunque moltissimo del nostro reale, talvolta anche molto di più di quanto siamo disposti ad affidare ad un'amicizia reale.
I social network hanno il grande  vantaggio di farti scoprire persone con le quali hai una notevole affinità elettiva. Presto o tardi, attraverso catene di like e di hashtag, si finisce per incontrare la ragazza che condivide la tua stessa insana passione per i washi tape, così come per i buoni sconto, la tipa che veste con quel gusto pazzesco che vorresti avere, quella che sa darti le giuste dritte sui locali da frequentare o da interpellare prima di entrare in libreria. Su Instagram trovi  chi, nel giro di un paio di scatti o con un mini video di 4 secondi ti svela il segreto per un'applicazione magistrale dell'eyeliner, ci sono i maestri del riciclo intelligente, capaci di ricavare porta tovaglioli da insospettabili rotoli di carta igienica. Ci sono poi quei profili presso i quali si mangia sempre. Gente che si sveglia e si addormenta con il solo obiettivo di inventare nuove straordinarie ricette, con una passione e un'attenzione che non possono non attirare. E poi foto di case meravigliose, panorami mozzafiato, cibi invitanti da ogni angolo del mondo, colori e sfumature eccezionali nelle quali traspare l'amore incondizionato per tutto ciò che è dettaglio, particolare, quel "quid" che ognuno dovrebbe aggiungere ad ogni giornata, per renderla unica nella sua semplicità.
L'elenco dei profili  e delle amicizie da segnalare sarebbe lunghissimo, mi limiterò a elencare i miei "fedelissimi" ovvero coloro che seguo più spesso, quelli per i quali "tifo", diciamo.
Non seguendo alcun ordine di preferenza ma elencandoli così come mi vengono in mente "taggo" (come si dice in questi casi) la Maghy ovvero Magalì Zanardi di O così o Magalì, un'esplosione di simpatia e dolcezza made in Bo, che da poco ha aperto un canale Youtube di grande richiamo per le amanti delle "chiacchierine serali", delle cose belle e ricercate, dei posticini esclusivi.



Sempre from Bologna, come si fa a non seguire la top blogger Federica Piccinini di Sweet as a Candy? Ma soprattutto come si fa a non tentare almeno di emularla nella sua straordinaria capacità di essere una mamma fantastica oltre che una donna super stilosa, piena di buon gusto e di consigli pazzeschi per una casa da "sogno"? Applausi anche per la sua amica/ spalla Michi, quintessenza di comicità e simpatia uniche!



Da Tea, di Tea's Kitchen si mangia sempre. Con gli occhi, per fortuna, ma poi difficilmente si resiste alla tentazione di provare le sue ricette sempre originali, rese uniche da quel tocco di delicatezza e di raffinatezza che fanno di Tea una ragazza di altri tempi, piena di saggezza!

Gli scatti che adoro maggiormente sono quelli di Cata, aka Calina Alvarez Photography, di Catascraft. Cata è una riferimento unico  per chiunque voglia diventare  blogger, oltre  ad essere una fotografa di rara bravura: starei per ore ad osservare i colori vividi delle sue foto, certe luci catturate nel loro momento migliore, bagliori che rischiarano l'anima, paesaggi che trasmettono grande serenità. La ammiro, anche perché ha dato grande dignità al lavoro di blogger!
Sarò pure un caso senza speranza, ma io adoro i miei amici immaginari!




All Photos are taken by Google


martedì 3 marzo 2015

Il metodo Kondo per essere felici ovvero l'arte di riordinare la vita

"Il magico potere del riordino" è sicuramente il libro del momento. Non solo perché il web te lo propone anche a pc spento, non solo perché La Pina di radio Deejay ne ha fatto il suo mantra quotidiano, non solo perché la fissa del riordinare ce l'abbiamo un po' tutti. Ma anche perché è un libro che ha "tremendamente" ragione.
Partiamo dalla premessa: l'autrice, Marie Kondo, in arte Konmari, garantisce che il suo metodo non solo insegna a riordinare ma che, una volta messo in pratica, la parola "disordine" sparirà del tutto dalla nostra quotidianità. Se anche voi, leggendo quanto ho appena scritto, avete istintivamente alzato gli occhi al cielo in modo scettico, non preoccupatevi: io ho fatto lo stesso. Ma alla fine ho dovuto ricredermi.
Ero incredula, al punto che mi sono messa a cercare su internet che faccia potesse avere la tipa che era stata in grado di introdurre una luce di speranza in fondo al tunnel della vana ricerca di ordine che mi accompagna praticamente da sempre. Un'attestazione di profonda stima per essere finalmente apparsa nella mia vita, è venuta da tutti quei pomeriggi spesi all'interno del mio armadio a cercare di evitare quello che mirabilmente l'autrice del libro definisce "effetto boomerang", tristemente noto a moltissimi.
Il segreto per accedere al metodo giapponese è sostanzialmente uno: abbiamo troppe cose e dobbiamo disfarcene. PUNTO. Lo sappiamo fin troppo bene che è "il troppo" il problema principale. Non solo abbiamo molte più cose di quelle necessarie, abbiamo anche l'accessoria mania di conservare moltissimi oggetti inutili, nell'assurda convinzione che essi ci facciano stare meglio. Il fatto è che gli oggetti, a loro modo, hanno una vita, che non è solo quella che attribuiamo loro nel momento in cui li scegliamo per noi, ma è anche quella "parassitaria" che conducono nel momento in cui li piazziamo nella nostra casa, sulle mensole, nei cassetti, negli armadi o nelle scatole. Che abbiano una vita lo si intuisce dal fatto che comunque essi ci trasmettono qualcosa. Può essere un ricordo, un'emozione, una sensazione, un'incapacità di separarcene. Ci avete mai pensato? Forse troppo poco, eppure questa è la chiave per trovare il modo per separarsi "serenamente" da tanti oggetti che affollano casa, vita e mente. Provate a "interrogare" gli oggetti, vedrete che, a loro modo, essi sapranno rispondervi. E scoprirete che moltissimi di loro non attendono altro che il congedo, un saluto, un ringraziamento per il lavoro che hanno svolto per noi. Per poi essere pronti per passare a "miglior vita". Il numero di sacchi di oggetti che la gente butta dopo aver adottato il "metodo Kondo" è un altro aspetto che vi darà da pensare: leggerete numeri assurdi che vi porteranno a pensare che la scrittrice avrà avuto a che fare con tipi degni del famoso format "sepolti in casa", per poi accorgervi all'atto pratico, che quei numeri sono molto attendibili anche rapportandoli a voi stessi. Ve lo ripeto: provare per credere.
Se pensate che "il magico potere del riordino" si limiti a farvi brillare gli occhi ogni volta che aprirete l'armadio, sappiate che questo libro vi darà molto di più. Sia perché quello del riordino è solo una strada da percorrere per liberare tante energie che abbiamo dentro, ma soprattutto perché scoprirete che possono esistere tanti tipi di disordini ma essi hanno in comune un solo aspetto: l'infelicità.
E adesso correte pure in libreria!