mercoledì 24 giugno 2015

Avete letto la "La crisalide nel fango"?


"La crisalide nel fango", il romanzo di esordio di Matteo Viviani, edito da Mondadori, è uno di quei libri dai quali bisogna allontanarsi per un po’, dopo averlo letto.
La tentazione di recensirlo “a caldo” è forte almeno quanto il rischio di perdersi la parte migliore ovvero quella che inizia a prendere vita nel lettore nel momento in cui l’autore ha terminato il suo compito e la scrittura inizia il suo percorso autonomo, prende corpo lentamente, si declina secondo quella cifra tutta particolare che è la sua vera essenza. Quello  è il momento in cui la scrittura smette di raccontare semplicemente, per farsi storia, messaggera di vissuti, di emozioni e di pensieri. 

"La crisalide nel fango" Matteo Viviani Mondadori


Le vicende individuali di Alessandro e Raffaele e il loro successivo confluire intorno alla figura di Sonia, sono scandite da una scrittura concitata, distribuita su un periodare scarno, a tratti nevrotico, quasi urgente come urgenti appaiono gli stati d’animo dei due protagonisti. Una scrittura che conosce momentanei appagamenti solo all’altezza delle figure femminili di Sonia e di sua madre Stella, per poi riprendere allucinata, confusionaria, a tratti rude, violenta, pulp quanto basta per alimentare la voglia di andare avanti senza staccarsi.
Nel loro procedere in modalità parallela, le vicende di Alessandro e Raffaele appaiono intrise di tutti quegli elementi che, in una ideale gerarchia di valori e di stili di vita, porterebbero il segno “meno” davanti: sedicente scrittore in perenne ricerca di ispirazione il primo, monotono dipendente comunale il secondo, entrambi impegnati in una dolorosa tensione verso la “svolta” di vita alla quale lavorano però con lo stesso bagaglio di disvalori che esibiscono nelle reciproche personalità. Mentre la droga, l’alcool e il sesso facile sono le costanti della vita di Alessandro, le ossessioni numeriche e il sesso solitario scandiscono quella di Raffaele e nel susseguirsi dei loro tentativi quotidiani di elevare a normalità dei vissuti che di normale hanno ben poco, si consuma il leitmotiv del romanzo stesso che si rivela una grande riflessione sul relativismo delle esistenze.
Vite reali e vite possibili si intrecciano in uno “sliding doors” in versione noir, per dar luogo ad una palude, di “fango” appunto, rispetto alla quale la giovane Sonia, pur nel tentativo di rappresentare la via di fuga, rimane intrappolata con le sue delicate ali di farfalla, troppo debole per innestare il suo messaggio salvifico nelle vite degli uomini che sfiora.
Un caleidoscopio di possibilità rese ancora più numerose perché affidate alla fantasia di una mente turbata che spera di trovare in esse la chiave risolutiva della propria esistenza, immaginandosi diversa da se stessa e offrendosi di percorrere fino in fondo almeno due dei mondi paralleli immaginati, salvo poi sperimentare il fallimento anche di essi.

"La crisalide nel fango" Matteo Viviani Mondadori


Ho creato dei personaggi, poi essi hanno iniziato a far cose, a vivere da soli”- risponde così Matteo Viviani, l’autore, raggiunto telefonicamente, alla mia curiosità circa la genesi di una trama così densa di contenuti interiori complessi e oscuri, che approda ad un finale di quelli che illuminano improvvisamente tutti quei punti oscuri che si erano  accumulati durante la lettura.
Interessante la sua volontà di esordire con un romanzo crudo e realista, che riserva alla fantasia pochi margini di emancipazione dalla realtà “perché la vita vera è fatta soprattutto di queste cose, non di personaggi che vivono vicende tranquille e si innamorano” dice Matteo, alludendo alla sofisticata trama di vite che imbastisce sul romanzo, influenzata anche dalle esperienze vissute in qualità di inviato per la trasmissione “Le Iene”.
Ora aspettiamo il film, perché “La crisalide nel fango” è uno di quei libri che, mentre lo leggi, lo immagini, e poi scopri che l’autore è anche un pittore.


“Post realizzato in collaborazione con BloggerItalia”


All photos are by me




LA CRISALIDE NEL FANGO
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