giovedì 26 febbraio 2015

Pastelli ne abbiamo?

A colpi di imperativi impartiti dalle riviste guru del settore, ma anche, anzi sempre più, ammiccando da ogni angolo del web, la stagione primavera estate 2015 svela i suoi caratteri, le sue contraddizioni, i suoi vizi e i suoi vezzi. Vediamone alcuni.
1) Saremo tutte molto "pastellose".



Quando il pastello inizia a far capolino sulle riviste ed ammiccare sulle pagine web, immediatamente scatta la modalità "spring on". Non è solo una tonalità di colore, il pastello è piuttosto una sfumatura dell'animo, una sorta di preludio all'esplodere  dei colori accesi, fluo talvolta, che accompagnano con prepotenza l'arrivo dell'estate. Avremo voglia di pastello anche dentro casa: via quindi all'acquisto di almeno un complemento dai toni zuccherosi, meglio ancora se dal design anni 50, che fanno tanto "Happy days", tipo quelli di Smeg. ADOVO.



2) Inizieremo ad odiare Barbie. 

Detto da una come me, che continua ad inserirla nelle wish list delle principali ricorrenze, è un'affermazione pesante. Che il rosa, colore tradizionalmente abbinato a Barbie, sia un tono gradevole, dolce, sinonimo di femminilità e di "mondi dorati", è un dato condiviso. Eppure, dopo aver visto la preview di Moschino, con le passerelle popolate da avatar platinate e cotonate, ho avvertito chiari tutti i segni tipici dell'indigestione. Pay attention, please!

3) Ripescheremo le Adidas "Stan Smith".

Oppure le acquisteremo. E le indosseremo in ogni occasione, anche per andare all'altare. Anche se non distinguiamo una racchetta da tennis da una cinese per sterminare zanzare. Anche se le chiameremo STAR Smith. Anche se tutto quel bianco ci fa un piedone. Anche se.

4) Faremo corsi per stendere eye liner. 

Online o durante la pausa pranzo, saranno gettonatissimi corsi e tutorial per imparare a stendere "come si deve" il beneamato inchiostro. Anche per le "imbranate croniche" c'è speranza: è in arrivo una tale vagonata di eye-liner "patch" ( abituatevi a considerare il vostro viso alla stregua di un album di figurine sul quale attaccare di tutto)che ho il sospetto che saranno la punta di diamante del marketing marocchino/indiano sotto l'ombrellone.

5)Scaricheremo tutti le app anti "portoghesi". 


Dura vita per quanti amano "fare i portoghesi". App come "settle up", "I spent" e "piggy" promettono di togliere il vizio ai quei simpaticoni che soffrono di improvvise amnesie associate alla digestione di cene condivise e sempre pronti a ricevere i "grazie" per regali per i quali non hanno tirato fuori un euro. Manco a dirlo le avranno ideate dei tipi stanchi di anticipare. 

6) Cercheremo il nostro punto V(ita).


Nella speranza di non trovarlo sovrapposto alle tonsille, come simpaticamente sostenuto da Mariotto nei confronti di Emma Marrone, finalmente abbandoneremo le fisime legate alla ricerca di altri punti misteriosi, per riscoprire la moda dei capi a vita alta. Gonne a trapezio comprese.



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