martedì 3 marzo 2015

Il metodo Kondo per essere felici ovvero l'arte di riordinare la vita

"Il magico potere del riordino" è sicuramente il libro del momento. Non solo perché il web te lo propone anche a pc spento, non solo perché La Pina di radio Deejay ne ha fatto il suo mantra quotidiano, non solo perché la fissa del riordinare ce l'abbiamo un po' tutti. Ma anche perché è un libro che ha "tremendamente" ragione.
Partiamo dalla premessa: l'autrice, Marie Kondo, in arte Konmari, garantisce che il suo metodo non solo insegna a riordinare ma che, una volta messo in pratica, la parola "disordine" sparirà del tutto dalla nostra quotidianità. Se anche voi, leggendo quanto ho appena scritto, avete istintivamente alzato gli occhi al cielo in modo scettico, non preoccupatevi: io ho fatto lo stesso. Ma alla fine ho dovuto ricredermi.
Ero incredula, al punto che mi sono messa a cercare su internet che faccia potesse avere la tipa che era stata in grado di introdurre una luce di speranza in fondo al tunnel della vana ricerca di ordine che mi accompagna praticamente da sempre. Un'attestazione di profonda stima per essere finalmente apparsa nella mia vita, è venuta da tutti quei pomeriggi spesi all'interno del mio armadio a cercare di evitare quello che mirabilmente l'autrice del libro definisce "effetto boomerang", tristemente noto a moltissimi.
Il segreto per accedere al metodo giapponese è sostanzialmente uno: abbiamo troppe cose e dobbiamo disfarcene. PUNTO. Lo sappiamo fin troppo bene che è "il troppo" il problema principale. Non solo abbiamo molte più cose di quelle necessarie, abbiamo anche l'accessoria mania di conservare moltissimi oggetti inutili, nell'assurda convinzione che essi ci facciano stare meglio. Il fatto è che gli oggetti, a loro modo, hanno una vita, che non è solo quella che attribuiamo loro nel momento in cui li scegliamo per noi, ma è anche quella "parassitaria" che conducono nel momento in cui li piazziamo nella nostra casa, sulle mensole, nei cassetti, negli armadi o nelle scatole. Che abbiano una vita lo si intuisce dal fatto che comunque essi ci trasmettono qualcosa. Può essere un ricordo, un'emozione, una sensazione, un'incapacità di separarcene. Ci avete mai pensato? Forse troppo poco, eppure questa è la chiave per trovare il modo per separarsi "serenamente" da tanti oggetti che affollano casa, vita e mente. Provate a "interrogare" gli oggetti, vedrete che, a loro modo, essi sapranno rispondervi. E scoprirete che moltissimi di loro non attendono altro che il congedo, un saluto, un ringraziamento per il lavoro che hanno svolto per noi. Per poi essere pronti per passare a "miglior vita". Il numero di sacchi di oggetti che la gente butta dopo aver adottato il "metodo Kondo" è un altro aspetto che vi darà da pensare: leggerete numeri assurdi che vi porteranno a pensare che la scrittrice avrà avuto a che fare con tipi degni del famoso format "sepolti in casa", per poi accorgervi all'atto pratico, che quei numeri sono molto attendibili anche rapportandoli a voi stessi. Ve lo ripeto: provare per credere.
Se pensate che "il magico potere del riordino" si limiti a farvi brillare gli occhi ogni volta che aprirete l'armadio, sappiate che questo libro vi darà molto di più. Sia perché quello del riordino è solo una strada da percorrere per liberare tante energie che abbiamo dentro, ma soprattutto perché scoprirete che possono esistere tanti tipi di disordini ma essi hanno in comune un solo aspetto: l'infelicità.
E adesso correte pure in libreria!